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Approfondimento

Mutismo selettivo

Difficoltà persistente a parlare in alcuni contesti, nonostante la comunicazione sia presente in situazioni percepite come sicure.

Quadro generale

Di cosa parliamo

Il mutismo selettivo è una difficoltà legata all’ansia: la persona può parlare liberamente in alcuni ambienti e non riuscire a farlo in altri, per esempio a scuola. Non è una scelta volontaria né una forma di opposizione.

Segnali che possono meritare attenzione

  • parla a casa ma non in alcuni contesti sociali
  • si blocca quando sente di dover rispondere
  • comunica con gesti o attraverso una persona fidata
  • la difficoltà ostacola scuola, relazioni o autonomia

Come può aiutare un percorso

Il lavoro procede senza pressioni, costruendo sicurezza e piccoli passaggi sostenibili. La collaborazione con famiglia e scuola aiuta a evitare richieste che aumentano l’ansia e a favorire occasioni di comunicazione graduale.

Nelle diverse fasi di vita

Come possono presentarsi le difficoltà

Età prescolare

La difficoltà può diventare evidente fuori casa, quando il bambino parla in ambienti sicuri ma si blocca davanti a persone o richieste percepite come impegnative.

Età scolare

A scuola la comunicazione può avvenire con gesti, sguardi, scrittura o attraverso una persona fidata. La pressione a parlare tende ad aumentare l’ansia.

Adolescenza e età adulta

Quando persiste, può incidere su autonomia, relazioni, studio e lavoro. È importante considerare anche ansia, linguaggio e altre possibili difficoltà.

Quando approfondire

Quando può essere utile chiedere un confronto

  • quando il blocco nel parlare è stabile in alcuni contesti e ostacola partecipazione o autonomia
  • quando la persona vive forte ansia anticipatoria o evita situazioni comunicative
  • quando famiglia e scuola non sanno come sostenere la comunicazione senza aumentare la pressione
Il primo passo

Come si svolge il primo colloquio

Il primo incontro raccoglie informazioni sui contesti in cui la parola è presente o assente, sulle modalità alternative di comunicazione e sulle situazioni che aumentano o riducono l’ansia. Non si forza la persona a parlare durante il colloquio.

Lavoro di rete

Il ruolo di famiglia e scuola

La collaborazione è centrale: adulti e insegnanti possono ridurre le richieste dirette, accettare modalità comunicative intermedie e creare passaggi graduali e prevedibili, evitando premi, rimproveri o esposizioni improvvise.

Domande frequenti

Dubbi comuni, risposte prudenti

Queste indicazioni sono generali e non sostituiscono una valutazione personale.

No. La persona non decide semplicemente di non parlare: in alcune situazioni l’ansia rende la risposta verbale molto difficile o impossibile.

Primo confronto

Possiamo capire insieme quale passo è più adatto.

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