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Cosa sono le funzioni esecutive e a cosa servono

Le 10 principali funzioni esecutive: attenzione, memoria di lavoro, autocontrollo, pianificazione e altre abilità fondamentali nella vita quotidiana

Le funzioni esecutive sono un insieme di abilità cognitive che permettono di organizzare il comportamento, mantenere l’attenzione, pianificare, controllare gli impulsi, gestire le emozioni e adattarsi ai cambiamenti. Comprendono capacità come memoria di lavoro, flessibilità cognitiva, inibizione, problem solving e monitoraggio di sé. Un buon funzionamento esecutivo è fondamentale nello studio, nel lavoro, nelle relazioni e nella gestione delle attività quotidiane.

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Cosa sono le funzioni esecutive e a cosa servono

Le funzioni esecutive sono gestite dai lobi frontali e dalle connessioni che questi proiettano al talamo e all’amigdala, i lobi frontali sono la parte del cervello che sta esattamente dietro la fronte.

Le funzioni esecutive possono essere viste come il manager del nostro cervello.

Ci permettono di pianificare, di moderare e gestire le nostre emozioni di essere costanti nei nostri obiettivi e di raggiungerli, contribuiscono quindi al successo che possiamo avere a scuola e nel lavoro e alla capacità di apprendere comportamenti. Le funzioni esecutive ci permettono inoltre di inibire le distrazioni che arrivano dall’ambiente esterno e rimanere concentrati sul compito.

Per tutti questi motivi il buon funzionamento delle funzioni esecutive è predittore del successo a scuola e sul lavoro. Il successo è dato dalla ripetizione di eventi, non soltanto dal saper fare bene una cosa, ma dall’essere costanti nel tempo e ripetere e soprattutto rimediare agli errori senza desistere, oltre a essere flessibili e adattabili.

Quando le funzioni esecutive sono ben sviluppate, si ha una migliore salute mentale e una maggiore stabilità emotiva. Inoltre, possiamo osservare più efficacia nel problem solving e nel prendere decisioni, una migliore attenzione, maggiore flessibilità adattiva e relazioni più armoniose. Un buono sviluppo della corteccia prefrontale contribuisce a ridurre il rischio di mettere in atto comportamenti impulsivi, rischiosi o antisociali e di sviluppare dipendenze, aumentando al tempo stesso il senso di sicurezza e la capacità di affrontare in modo più funzionale le difficoltà quotidiane.

Le 10 principali aree coinvolte nelle funzioni esecutive

1)  Consapevolezza di sé: capacità di autodefinirsi, di comprendere le proprie potenzialità e i propri limiti, e capacità di osservare il proprio comportamento mentre si agisce. Esempio: regolare il tono della voce mentre si parla.

2)  Inibizione: capacità di interrompere un comportamento o di inibire un comportamento. Esempio: non interrompere le altre persone mentre stanno parlando, restare seduti per tutto il tempo necessario.

3) Memoria di lavoro: è la capacità di tenere a mente alcune informazioni mentre si sta svolgendo un compito. Esempio: mantenere a mente il riporto nelle operazioni in colonna, eseguire calcoli a mente, ricordare il nome della persona che abbiamo appena conosciuto. La memoria di lavoro è influenzata dall’attenzione, dalla capacità di inibizione e di selezionare le informazioni.

4) Memoria visuo-spaziale o non verbale: ovvero memoria visiva.
La memoria visiva ci guida nella scansione della giornata e del tempo, ci permette di orientarci, e comprendere i segnali non verbali delle persone con cui ci relazioniamo. Ad esempio: spesso notiamo che i bambini con ADHD fanno fatica a riconoscere i segnali visivi della routine giornaliera, e talvolta acquisiscono in ritardo la capacità di leggere l’orologio.

 5) Motivazione interna: è la capacità di trovare in autonomia la spinta ad imparare e prendere buoni voti, o a regolare la nostra alimentazione, a risparmiare per un progetto futuro. Esempio: i bambini con immaturità delle funzioni esecutive necessitano di continui rinforzi immediati per mantenere alta la motivazione e sembrano vivere in un eterno presente. Necessitano di istruzioni chiare e concise, chiedendo loro di guardare negli occhi mentre si parla.

 6)  Pianificazione e problem solving: capacità di pianificare una sequenza di azioni per portare a termine un compito, organizzare l’agenda e ricordare gli appuntamenti. Trovare soluzioni ai problemi, senza rinunciare davanti alle difficoltà 

7)  Regolazione emotiva: le funzioni esecutive regolano le emozioni, e la loro espressione. Ci permettono di non esprimere impulsivamente le emozioni, di non cadere in comportamenti compulsivi e dipendenze, di tollerare la frustrazione.

8) Percezione del tempo: Difficoltà a percepire il tempo che scorre come se non ci fosse un orologio interno, per cui occorre mettere nel campo visivo un orologio o un timer. O dare indicazioni verbali sul tempo che scorre, 15 minuti, 10 minuti, 5 minuti, ricordare che giorno della settimana è.

9)  Avvio del compito: difficoltà ad intraprendere autonomamente un’attività soprattutto se noiosa e complessa. Per esempio, permette di capire quando iniziare un compito per finirlo in tempo, distribuire lo studio durante la giornata e non sottovalutare la durata delle attività.

10)  Definizione degli obiettivi: la capacità di stabilire una meta, mantenerla a mente e orientare il comportamento verso il suo raggiungimento, evitando di perdere di vista ciò che si vuole ottenere.

Le funzioni esecutive sono fondamentali per attenzione, memoria di lavoro, pianificazione, problem solving e regolazione emotiva. Quando risultano fragili possono influire sullo studio, sul lavoro e sulla vita quotidiana. Riconoscerne le difficoltà permette di individuare strategie e interventi mirati per potenziarle.

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