Articoli, materiali e strumenti
Adolescenti · Guida

LGBTQIA+: significato dei termini e principali differenze

Una guida chiara ai termini LGBTQIA+ per adolescenti e genitori: orientamento sessuale, identità di genere, transgender, non binario, intersex, asessualità, pronomi, coming out e differenze principali.

5 min di lettura
LGBTQIA+: significato dei termini e differenze

Una guida per adolescenti e genitori

Le parole legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere possono sembrare numerose e, soprattutto all’inizio, non è sempre facile distinguerle.

Per un adolescente trovare un termine capace di descrivere ciò che sente può rappresentare un sollievo e contribuire a farlo sentire meno solo. Per un genitore, conoscere questo linguaggio può essere il primo passo per comprendere meglio il proprio figlio o la propria figlia e aprire uno spazio di dialogo rispettoso.

Tra le domande più frequenti troviamo:

  • Essere transgender significa essere gay?

  • Qual è la differenza tra bisessuale e pansessuale?

  • Non binario e genderfluid sono la stessa cosa?

  • Una persona asessuale può innamorarsi?

  • Come si possono chiedere i pronomi senza risultare invadenti?

  • Che cosa significa esattamente la sigla LGBTQIA+?

Per rispondere è importante partire da una distinzione fondamentale: orientamento sessuale, orientamento romantico, identità di genere, espressione di genere e caratteristiche sessuali sono dimensioni differenti della persona.

Possono intrecciarsi tra loro, ma una non determina automaticamente le altre.

Una persona transgender, per esempio, può essere eterosessuale, gay, lesbica, bisessuale, pansessuale o asessuale. Allo stesso modo, conoscere l’orientamento sessuale di una persona non permette di dedurre quale sia la sua identità di genere.

Che cosa significa LGBTQIA+?

LGBTQIA+ è una sigla utilizzata per rappresentare persone con orientamenti sessuali, orientamenti romantici, identità di genere o caratteristiche sessuali differenti da quelle considerate tradizionalmente maggioritarie.

Le lettere indicano generalmente:

LetteraSignificatoLLesbicaGGayBBisessualeTTransgender o transQQueer e/o questioningIIntersexAAsessuale, aromantica e, in alcuni casi, agender+Altri orientamenti, identità ed esperienze non indicati esplicitamente nella sigla

La sigla può comparire anche in forme più brevi, come LGBT o LGBTQ+, oppure in versioni più estese.

Il simbolo “+” ricorda che la varietà delle esperienze umane è più ampia di qualsiasi acronimo e comprende identità e orientamenti che non vengono nominati singolarmente.

La lettera A non indica generalmente la parola “alleato”. Un alleato o un’alleata è una persona che sostiene i diritti e il benessere delle persone LGBTQIA+, ma non per questo appartiene necessariamente alla comunità.

Le principali dimensioni da distinguere

Per comprendere meglio i termini LGBTQIA+ è utile separare alcune dimensioni fondamentali.

DimensioneDomanda orientativaChe cosa descriveAlcuni esempiIdentità di genereChi sento di essere?Il senso interno e personale del proprio genereDonna, uomo, non binaria, genderfluid, agenderOrientamento sessualeVerso chi provo attrazione sessuale?La direzione o l’eventuale assenza dell’attrazione sessualeLesbica, gay, bisessuale, pansessuale, asessualeOrientamento romanticoVerso chi provo attrazione romantica o innamoramento?La dimensione affettiva e sentimentale dell’attrazioneEteroromantica, biromantica, panromantica, aromanticaEspressione di genereCome esprimo esteriormente il mio genere?Abbigliamento, gestualità, voce, acconciatura e altri aspetti espressiviEspressione femminile, maschile, androgina o variabileCaratteristiche sessualiQuali caratteristiche corporee possiedo?Cromosomi, ormoni, gonadi, genitali e anatomia riproduttivaCaratteristiche considerate maschili, femminili o variazioni intersex

L’espressione di genere non rivela necessariamente l’identità o l’orientamento di una persona.

Un ragazzo può avere un’espressione considerata socialmente femminile ed essere cisgender ed eterosessuale. Una ragazza può avere un’espressione maschile senza essere lesbica o transgender.

Il modo di vestire, la voce, i gesti o gli interessi non permettono di stabilire con certezza l’identità di genere o l’orientamento sessuale di qualcuno.

Tabella dei principali termini LGBTQIA+

TermineAreaDefinizione sinteticaDifferenza principaleLGBTQIA+Termine ombrelloSigla che comprende diversi orientamenti sessuali, identità di genere ed esperienzeNon indica una singola identitàLesbicaOrientamento sessualeDonna che prova attrazione romantica e/o sessuale verso altre donneDescrive l’orientamento, non l’espressione di genereGayOrientamento sessualeGeneralmente uomo che prova attrazione romantica e/o sessuale verso altri uominiNon è sinonimo di transgenderBisessualeOrientamento sessualePersona che può provare attrazione verso più di un genereNon significa necessariamente attrazione soltanto verso uomini e donnePansessualeOrientamento sessualePersona per la quale il genere non rappresenta un elemento determinante dell’attrazionePone l’accento sull’attrazione indipendentemente dal genereAsessualeOrientamento sessualePersona che prova poca, rara o nessuna attrazione sessualeNon equivale all’astinenza e non esclude relazioni affettiveAromanticaOrientamento romanticoPersona che prova poca, rara o nessuna attrazione romanticaRiguarda l’innamoramento, non necessariamente l’attrazione sessualeDemisessualeSpettro asessualePersona che può provare attrazione sessuale soprattutto dopo la formazione di un legame emotivo significativoNon significa semplicemente preferire relazioni serieTransgender o transIdentità di generePersona la cui identità di genere non coincide pienamente con il sesso assegnato alla nascitaNon indica l’orientamento sessualeCisgender o cisIdentità di generePersona che si riconosce nel genere associato al sesso assegnato alla nascitaNon è un orientamento sessualeNon binariaIdentità di generePersona che non si riconosce esclusivamente come uomo o esclusivamente come donnaÈ un termine ombrello che comprende esperienze diverseGenderfluidIdentità di generePersona la cui esperienza del genere può cambiare o variare nel tempoLa variazione dell’identità di genere è un elemento centraleAgenderIdentità di generePersona che non si riconosce in un genere o vive un rapporto molto ridotto con il concetto di genereNon tutte le persone non binarie si definiscono senza genereIntersexCaratteristiche sessualiPersona nata con variazioni delle caratteristiche sessuali che non corrispondono pienamente alle aspettative tipiche maschili o femminiliNon è un orientamento sessuale né, di per sé, un’identità di genereQueerTermine ombrelloTermine ampio scelto da alcune persone che non desiderano utilizzare categorie più specificheÈ una parola riappropriata e non tutte le persone desiderano essere definite cosìQuestioningEsplorazionePersona che sta cercando di comprendere meglio il proprio orientamento o la propria identitàIndica un percorso di esplorazione, non una risposta definitiva

Le identità personali possono essere più articolate rispetto a una definizione sintetica. Una persona può utilizzare contemporaneamente più termini oppure preferire di non utilizzare alcuna etichetta.

Bisessuale e pansessuale: qual è la differenza?

Bisessuale e pansessuale sono termini che possono in parte sovrapporsi, ma non sono necessariamente intercambiabili.

Il termine bisessuale indica generalmente la possibilità di provare attrazione verso più di un genere.

Non significa essere attratti per metà dagli uomini e per metà dalle donne. L’attrazione può essere vissuta in modi differenti, con intensità diverse e senza dover necessariamente coinvolgere tutti i generi nello stesso modo.

Il termine pansessuale pone maggiormente l’accento sul fatto che il genere non rappresenti un elemento determinante dell’attrazione.

Due persone con esperienze apparentemente simili possono scegliere termini differenti in base al modo in cui comprendono e raccontano sé stesse.

Non esiste un esame esterno capace di stabilire quale definizione sia più corretta. Il termine più appropriato è quello nel quale la persona si riconosce.

Asessuale e aromantica non significano la stessa cosa

Attrazione sessuale e attrazione romantica non coincidono sempre.

Una persona asessuale può innamorarsi, desiderare una relazione sentimentale, convivere o costruire legami affettivi profondi.

Una persona aromantica può provare attrazione sessuale senza sperimentare attrazione romantica. Altre persone possono riconoscersi contemporaneamente negli spettri asessuale e aromantico.

L’asessualità non è sinonimo di celibato, astinenza, paura della sessualità o impossibilità di provare piacere.

L’astinenza è un comportamento o una scelta. L’asessualità riguarda invece il modo in cui una persona sperimenta l’attrazione sessuale.

Anche all’interno dello spettro asessuale esistono esperienze diverse. Alcune persone non provano attrazione sessuale, mentre altre possono provarla raramente o soltanto in determinate condizioni.

Che cosa significa demisessuale?

Una persona demisessuale può provare attrazione sessuale soprattutto dopo aver sviluppato un legame emotivo significativo con qualcuno.

Essere demisessuale non significa semplicemente voler conoscere bene una persona prima di iniziare una relazione sessuale.

La differenza riguarda la comparsa dell’attrazione stessa. Per una persona demisessuale, l’attrazione sessuale può non manifestarsi prima della costruzione di una connessione emotiva.

La demisessualità viene generalmente considerata parte dello spettro asessuale.

Transgender, non binaria e intersex

Questi termini vengono frequentemente confusi, ma descrivono dimensioni differenti.

Transgender

Transgender è un termine ombrello che riguarda l’identità di genere.

Una persona trans ha un’identità di genere che non coincide pienamente con il sesso che le è stato assegnato alla nascita.

Una donna trans è una donna. Un uomo trans è un uomo.

Il termine trans non fornisce informazioni sull’orientamento sessuale. Una persona transgender può essere eterosessuale, gay, lesbica, bisessuale, pansessuale, asessuale o riconoscersi in un altro orientamento.

Essere transgender non significa necessariamente desiderare interventi chirurgici, assumere farmaci o seguire un unico tipo di percorso. Ogni esperienza è personale.

Non binaria

Una persona non binaria non si riconosce esclusivamente come uomo o esclusivamente come donna.

Il termine comprende esperienze molto diverse. Alcune persone possono sentirsi appartenenti a più generi, collocarsi tra il maschile e il femminile, non riconoscersi in nessuno dei due oppure vivere il genere in modo variabile.

Alcune persone non binarie si considerano anche trans. Altre preferiscono utilizzare soltanto il termine non binario.

Intersex

Intersex è un termine relativo alle caratteristiche sessuali.

Una persona intersex nasce con variazioni cromosomiche, ormonali, anatomiche o riproduttive che non corrispondono pienamente alle aspettative tipiche associate ai corpi maschili o femminili.

Queste variazioni possono essere riconosciute alla nascita, durante la pubertà oppure più avanti nella vita.

Essere intersex non determina automaticamente l’identità di genere o l’orientamento sessuale.

Una persona intersex può identificarsi come donna, uomo, non binaria o con un’altra identità e può avere qualsiasi orientamento sessuale.

Non binaria e genderfluid: sono la stessa cosa?

Non binario è un termine ampio che comprende molte identità ed esperienze di genere.

Genderfluid è una delle possibili esperienze che possono rientrare nell’area non binaria.

Una persona genderfluid percepisce che la propria identità o esperienza di genere può variare nel tempo. Può sentirsi, in momenti diversi, più vicina al genere maschile, femminile, a entrambi o a nessuno.

Non tutte le persone non binarie sono genderfluid. Alcune possiedono un’identità stabile che non coincide esclusivamente con quella di uomo o donna.

Che cosa significa agender?

Il termine agender viene utilizzato da alcune persone che non si riconoscono in alcun genere o che sentono di avere un rapporto molto ridotto con il concetto di genere.

Agender e non binario non sono sinonimi perfetti.

Agender può rientrare nell’area non binaria, ma non tutte le persone non binarie si considerano prive di genere.

Come per gli altri termini, è importante rispettare la definizione scelta dalla persona.

Queer e questioning

Queer

Queer è un termine ampio utilizzato da alcune persone per descrivere un orientamento sessuale, un’identità di genere o un rapporto non convenzionale con le categorie tradizionali.

La parola è stata storicamente utilizzata anche in modo offensivo ed è stata successivamente riappropriata da una parte della comunità LGBTQIA+.

Per questo motivo è preferibile non attribuire automaticamente questo termine a qualcuno. Può essere utilizzato quando è la persona stessa a sceglierlo per descriversi.

Alcune persone apprezzano il termine queer perché consente di non entrare in una categoria molto specifica. Altre non si riconoscono in questa parola o la percepiscono ancora come offensiva.

Questioning

Questioning indica una fase nella quale una persona sta esplorando il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere.

Essere questioning non significa essere confusi in senso patologico. Significa concedersi il tempo necessario per comprendere meglio le proprie emozioni, attrazioni e percezioni.

Non è necessario trovare immediatamente una risposta definitiva.

Coming out e outing: una differenza fondamentale

Coming out e outing non sono sinonimi.

Il coming out è il processo attraverso il quale una persona sceglie volontariamente di condividere il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere.

Può avvenire gradualmente e in momenti differenti. Un adolescente potrebbe sentirsi sicuro nel parlarne con un amico, ma non essere ancora pronto a comunicarlo ai familiari, ai compagni di scuola o ad altre persone.

Il coming out non è un obbligo. Ogni persona ha il diritto di decidere se, quando, come e con chi condividere queste informazioni.

L’outing avviene invece quando qualcun altro rivela l’orientamento sessuale o l’identità di genere di una persona senza il suo consenso.

L’outing può esporre la persona a discriminazioni, bullismo, conflitti familiari, esclusione o situazioni di pericolo.

Prima di parlare con altri dell’identità o dell’orientamento di qualcuno è quindi necessario ottenere il suo consenso.

Nome e pronomi: come comportarsi con rispetto

Utilizzare il nome e i pronomi indicati da una persona rappresenta una forma concreta di riconoscimento.

Quando non si conoscono i pronomi di qualcuno, è possibile chiederli in modo semplice e rispettoso:

“Quale nome e quali pronomi preferisci che utilizzi?”

Con gli adolescenti può essere importante aggiungere:

“Posso utilizzare questo nome e questi pronomi con tutti oppure preferisci che li usi soltanto in alcuni contesti?”

Questa seconda domanda è particolarmente utile perché un ragazzo o una ragazza potrebbe non aver ancora comunicato la propria identità a tutte le persone della sua vita.

Utilizzare un nome o dei pronomi in un contesto non concordato potrebbe provocare involontariamente un outing.

Commettere un errore può capitare. In quel caso è sufficiente correggersi, scusarsi brevemente e continuare la conversazione.

L’errore diventa più problematico quando si rifiuta intenzionalmente di utilizzare il nome o i pronomi scelti dalla persona.

Non bisogna indovinare l’identità dall’aspetto

Il modo di vestire, il taglio di capelli, la voce, gli interessi e la gestualità non permettono di conoscere con certezza l’identità di genere o l’orientamento sessuale di una persona.

Attribuire un’etichetta dall’esterno può creare disagio e rafforzare stereotipi.

È preferibile utilizzare un linguaggio aperto e non dare per scontato il genere del partner di qualcuno.

Invece di chiedere a una ragazza “Hai un fidanzato?”, si può utilizzare una formulazione più neutra:

“C’è una persona che ti piace o con cui stai insieme?”

Questo permette alla persona di rispondere senza essere costretta a correggere un’ipotesi già formulata.

Le etichette sono obbligatorie?

No.

Le etichette possono aiutare a:

  • comprendere meglio ciò che si prova;

  • trovare informazioni;

  • comunicare la propria esperienza;

  • incontrare persone con vissuti simili;

  • sentirsi meno soli;

  • riconoscere i propri bisogni.

Non devono però diventare un obbligo o una prova da superare.

Una persona può:

  • riconoscersi chiaramente in un termine;

  • utilizzare più definizioni;

  • preferire un termine ampio;

  • cambiare definizione nel tempo;

  • non utilizzare alcuna etichetta;

  • avere bisogno di tempo prima di parlarne.

Non esiste un’età precisa entro la quale si debba aver compreso definitivamente il proprio orientamento o la propria identità.

Per alcune persone la consapevolezza emerge molto presto. Per altre si sviluppa gradualmente.

Si può cambiare termine nel tempo?

Sì.

Il modo in cui una persona comprende e descrive la propria esperienza può evolvere.

Cambiare termine non significa aver mentito o essersi necessariamente sbagliati. Può significare aver acquisito nuove informazioni, aver conosciuto meglio sé stessi o aver trovato una parola percepita come più adatta.

Un adolescente potrebbe inizialmente definirsi bisessuale e successivamente preferire il termine pansessuale, queer o un’altra definizione.

Un’altra persona potrebbe utilizzare per un periodo una determinata etichetta e poi decidere di non usarne alcuna.

Le parole sono strumenti che devono aiutare la persona a descriversi, non gabbie dalle quali non sia possibile uscire.

Un messaggio per gli adolescenti

Non sei obbligato o obbligata a trovare immediatamente una definizione.

Puoi leggere, informarti, ascoltare le tue emozioni e concederti il tempo necessario.

Esplorare la propria identità non significa inventarla né doverla dimostrare agli altri. Significa osservare con attenzione ciò che si prova e cercare uno spazio nel quale poter essere ascoltati senza giudizio.

Puoi scegliere con chi parlare e decidere quali informazioni condividere.

È consigliabile rivolgersi a un adulto affidabile o a un professionista quando sono presenti:

  • ansia intensa;

  • paura del rifiuto;

  • isolamento;

  • bullismo;

  • conflitti familiari;

  • tristezza persistente;

  • difficoltà scolastiche;

  • pensieri autolesivi;

  • forte disagio legato al proprio corpo o alla propria identità.

Un percorso psicologico rispettoso non ha lo scopo di modificare l’orientamento sessuale o l’identità di genere.

Può invece aiutare la persona a comprendere ciò che prova, affrontare le difficoltà, sviluppare risorse e costruire relazioni più sicure.

Un messaggio per i genitori

Quando un figlio o una figlia parla del proprio orientamento o della propria identità, non è necessario conoscere immediatamente tutti i termini.

La prima risposta emotiva, però, può essere ricordata a lungo.

Frasi come:

“Grazie per avermelo raccontato.”

“Ti voglio bene e desidero capire meglio.”

“Come posso esserti vicino in questo momento?”

possono trasmettere sicurezza anche quando il genitore si sente sorpreso, preoccupato o disorientato.

È preferibile evitare interrogatori, richieste di prove o affermazioni come:

“È soltanto una fase.”

“Sei troppo giovane per saperlo.”

“Qualcuno ti ha influenzato.”

“Non dirlo a nessuno.”

Anche quando una definizione cambia nel tempo, ciò che l’adolescente prova nel presente merita di essere ascoltato e rispettato.

Accogliere non significa conoscere già tutte le risposte. Significa mantenere aperto il dialogo, rispettare la riservatezza e cercare informazioni attendibili.

Come sostenere un adolescente LGBTQIA+

Un genitore o un adulto di riferimento può offrire sostegno attraverso alcuni comportamenti concreti:

  • ascoltare senza interrompere;

  • evitare giudizi o minimizzazioni;

  • rispettare il nome e i pronomi indicati;

  • non divulgare informazioni senza consenso;

  • chiedere quali forme di sostegno siano desiderate;

  • informarsi attraverso fonti affidabili;

  • intervenire in presenza di bullismo o discriminazione;

  • aiutare l’adolescente a trovare uno spazio psicologico competente;

  • mantenere aperta la comunicazione;

  • ricordare che orientamento e identità non cancellano tutte le altre caratteristiche della persona.

Un adolescente LGBTQIA+ non è definito soltanto dal proprio orientamento o dalla propria identità. Possiede interessi, capacità, desideri, relazioni e progetti che devono continuare a essere riconosciuti.

Le parole evolvono insieme alle persone

Il linguaggio LGBTQIA+ non è un regolamento rigido.

È uno strumento nato per descrivere esperienze che, per molto tempo, sono rimaste invisibili, stigmatizzate o prive di parole condivise.

Alcuni termini possono cambiare significato. Altri diventano meno utilizzati e nuove definizioni possono emergere.

Questo non significa che non sia più possibile parlare senza commettere errori. Significa che possiamo imparare ad ascoltare e utilizzare un linguaggio maggiormente rispettoso.

La regola più semplice rimane anche la più importante:

usare i termini scelti dalla persona e rispettare il modo in cui desidera definirsi.

Le parole non esauriscono la complessità di nessuno. Possono però aprire uno spazio di comprensione, ridurre i pregiudizi e aiutare un adolescente a sentirsi riconosciuto.

Fonti di riferimento

  • American Psychological Association

  • Istituto Superiore di Sanità

  • Stonewall

  • GLAAD

  • Human Rights Campaign

  • The Trevor Project